domenica 25 gennaio 2009

Album di famiglia Collemeto dal 1935



Da notare che alcune foto sono tagliuzzate, anche con l'eliminazione di personaggi. Le trattava così mia madre per adattarle sui lati angusti di una specchiera appesa. Ah, mamma!



1942? Da sinistra: I miei nonni paterni Salvatore Romano e Angela Petrelli
con i figli Adele e Alfredo. Mancano gli altri figli: Vito, Giovanni (mio padre) e
Giuseppe, tutti e tre partiti per la guerra. Il mio nome proviene proprio dallo
zio Alfredo che morì tre anni prima che io nascessi all'età di 21 anni nel 1946.



Mio zio Alfredo Romano e la mamma Angela Petrelli in un fotomontaggio composto
dopo la morte di quest'ultima avvenuta sei mesi dopo quella prematura del figlio.
La nonna aveva solo 60 anni: non resse al dolore e si lasciò morire.



Mio nonno paterno Salvatore Romano
(Collemeto 1880-1955).


Mia nonna materna Maria Neve De Blasi
(Neviano 1889-Collemeto 1983).


Mio nonno materno Pasquale Giustizieri
(Neviano 1887-Collemeto 1975).




Primi anni 40. Da sinistra: Maria Romano, Adele Romano,
mia madre Lucia Giustizieri e [Antonietta?] Petrelli.





Genova 1935. Mio padre Giovanni, a destra, con un commilitone, prima di essere imbarcato
sulla nave che l'avrebbe portato nelle operazioni di guerra in Libia e poi in Etiopia. Tornò dopo più tre anni, in tempo per essere richiamato sul confine italo-francese alla scoppio della seconda guerra. Una vita in guerra. Lui diceva che Mussolini gli aveva rubato la sua gioventù. Di vicende di guerra me ne ha raccontate tante, ma, occorre dire, ebbe perlomeno la fortuna di tornare vivo. E non è stato poco.



1942? Mio padre Giovanni in divisa di guardia confinaria
a Ventimiglia negli anni della seconda guerra mondiale.




1941? Mia madre Lucia in posa a Collemeto per una foto che avrebbe
dovuto spedire a mio padre guardia confinaria a Ventimiglia.


Mia madre Lucia in una foto tessera scattata in provincia di Alessandria dove era
sfollata da Ventimiglia dopo l'8 settembre 1943, avendo avuto la casa bombardata.
Era riparata presso la famiglia di un commilitone di mio padre.


La stessa foto di mamma ritoccata da un fotografo,
come era d'uso fare prima dell'avvento della foto a colori.



Ventimiglia 1942(?). A destra, mio padre Giovanni e mia
madre Lucia. A sinistra, un collega di papà con la moglie.



1942 (?). Terzo da sinistra, in piedi, mio padre Giovanni, sigaretta in bocca,
in divisa di guardia confinaria in un paesino di montagna sul confine
italo-francese. Con loro due cappellani militari e i bambini del posto.



1942. Spiaggia di Ventimiglia. Ultima a destra mia madre Lucia, alla sua destra
mio padre Giovanni. Gli altri sono commilitoni di mio padre con le rispettive mogli.



Settembre 1949. Sono io, Alfredo, a 6 mesi di età. Nacqui il 3 marzo, ma fui dichiarato
il 6 perché la neve era talmente alta a Collemeto, che mio padre non poté
montare in bicicletta per correre a dichiararmi al municipio di Galatina.



Come sopra.



1951. Masseria del Nanni in territorio di Nardò dove i miei d'estate si dedicavano alla coltivazione del tabacco sulla proprietà di Cesare Petrelli, un cugino di mio padre, piccolo proprietario terriero. A sinistra della foto, mia madre, con le ginocchia flesse, pronta a prendermi al volo nel caso cadessi: muovevo i primi passi. Dietro di me i telai di tabacco stesi al sole a essiccare.


1951. Mio padre Giovanni in una carta d'identità rilasciata
dal Comune di Galatina di cui Collemeto è frazione.



Collemeto 1953. Da sinistra, io, Alfredo, e i miei fratelli Aldo e Angelo. Avevo 4 anni.
Mia madre, perché mi dessi un contegno, mi diede per le mani un libro di non so cosa,
ad Aldo un oggetto. Angelo non si reggeva ancora in piedi e si appoggia col sedere
sullo scalino della porta. Eugenio, l'ultimo dei fratelli, non era ancora nato.
Stiamo di fronte alla nostra abitazione ubicata in Via Padova n. 31, precisamente
sulla porta d'ingresso di mio zio Pasqualino Romano, fratello di mio nonno paterno.






Primi anni '50 del secolo scorso. Un'immagine rara di cui ho avuto copia da Tonio Stefanizzi di Collemeto. Sull'autocarro della ditta Rocco Rollo (Roccu Pizzutu) di Collemeto si scaricano tufi da costruzione. In piedi sulla cabina del camion (da sinistra): Rocco Rollo e Antonio Romano, detto Sparpaja. I due a scaricare sulla motrice sono i fratelli Romano, detti Capijanchi: Vito (quello più curvato) e Giovanni (mio padre). L'uomo che si carica del tufo in spalla non è stato individuato.


Santa Barbara (fraz. di Galatina a 2 km da Collemeto) 1954. Inaugurazione arrivo luce elettrica. Il viso seminascosto (terzo da destra) è di mio padre. Al centro don Salvatore Nestola e la guardia municipale di allora Angelo Cascione con i figli Lucia, Pina e Giovanni. Riconosco Giuseppe Rollo (Pippi Pizzutu), secondo da sinistra. Seguono: Bono? Piciolla, Luigi Casciaro, Sebastiano Nestola. Giorgio Grasso (te la Cantuniera) è primo da destra. Quindi Biagio De Giorgi, Luigi Giaccari (Cici), Cetto Manni, alla destra di mio padre.



Collemeto 1956. In riga per ordine di età con i miei fratelli. Da sinistra: io, Alfredo, Aldo, Angelo ed Eugenio. Aldo e Angelo sono quasi della stessa altezza, ma non sono gemelli, solo che sono nati a distanza di 10 mesi e mezzo l'uno dall'altro e nello stesso anno per giunta (1951). Stiamo nel giardino dietro casa; alle nostre spalle c'è l'imboccatura di una cisterna dove veniva convogliata l'acqua piovana dalle lamie, acqua che, prima dell'arrivo della rete idrica (1953), serviva anche per bere, cucinare, fare il bucato e lavarsi. Nella cisterna si metteva anche il vino e il cocomero (sarginiscu) in fresco tramite un panaro o panarino. Ricordo che saltavamo disinvoltamente sulla bocca della cisterna (che non aveva coperchio) per entrare nella parte di giardino di mio zio Vito, fratello di papà. Adesso mi vengono i brividi a pensarci. Ci è andata bene!



1956. La mia prima comunione, col vestito da marinaio cucito da mia madre, visto che
era anche un'ottima sarta, oltre che cuoca, ecc. Alle mie spalle una pianta
d'oleandro a ridosso del muro dell'abitazione di mia zia Adelina (Zi' Nunna), sorella di papà.


Collemeto 1956. Cresima di Antonietta Costantini (al centro della foto). In piedi, da sinistra:
Nina Guagnano (zia materna della cresimata), Antonietta Stefanizzi, Esterina De Prezzo Guagnano (nonna, fu per tanti anni levatrice di Collemeto), Maria Mascello Stefanizzi, Tina Guagnano Costantini (madre), Vitantonio Costantini (padre). Seduti, da sinistra: mio padre Giovannino Romano, con me, Alfredo, alla sua destra, e mio fratello Aldo che si appoggia
sulle sue ginocchia. Seguono Romilda Guagnano (zia, sempre della cresimata), Elvira
Stefanizzi (la madrina). Il bambino accovacciato è Paolo Costantini (fratello).
La bambina accanto alla madrina è Dina Costantini (sorella).



Collemeto 1956. Con i miei fratelli in una foto scattata, sempre col lampo al magnesio, da un fotografo forestiero che passava a Collemeto almeno una volta l'anno. In primo piano Eugenio, il
cacanito, che, spaventato dall'ingombrante dagherrotipo a tre piedi, piange a dirotto. Nella mano sinistra regge una scatoletta di fiammiferi a cera messagli da mia madre per distrarlo; nella destra tiene un biscotto (pastarella). In secondo piano, da sinistra, io, Alfredo, Aldo e Angelo. Stiamo davanti al portone della rimessa-stalla di Carlo Petrelli (Carluccio) in Via Faenza, taversa di Via Padova n. 31 dove stavamo di casa.




Collemeto 1957. In casa con mia madre, Lucia Giustizieri, e i miei fratelli. Da sinistra: Alfredo
, Eugenio, Angelo e Aldo. Si noti la faccia patita di mia madre: da poco aveva subito un intervento per un aborto spontaneo. Tante donne all’epoca morivano così, lei invece si salvò. Un miracolo, si disse. Abbiamo tutti la bocca serrata, per via che mamma diceva che era sconveniente tenerla aperta oppure sorridere quando si stava in posa per una foto che poi si tramandava ai posteri (sic!).



Collemeto 1957. Con i miei fratelli, in chiesa, in piedi, sugli inginocchiatoi davanti alla
statua del Sacro Cuore. Da sinistra, Angelo, Eugenio, Aldo e io, Alfredo.



Collemeto 1957. Ragazzi all'asilo. Le donne in piedi, da sinistra, mia zia Adelina, sorella di papà e [...]. Tra i bambini: mio fratello Aldo (quello al centro con le mani intrecciate). La prima bambina a sinistra è Dina Costantini. [...].



Collemeto 1958. Io, Alfredo. Ricordo che frequentavo la IV elementare. Sto sulla strada davanti casa (Via Padova n. 31), alle spalle si intravedono le scale che portano sulle lamie delle case di fronte. Notare l' "eleganza" dei pantaloncini corti con calze corte e zoccoli!



Collemeto 1958. In casa con mamma e i miei fratelli, nella seconda stanza, davanti all'armadio. Da sinistra, Eugenio, io, Alfredo, mamma Lucia, Angelo e Aldo. Le bocche... sempre più serrate!



Come sopra, ma senza mamma.


Collemeto 1958. I miei fratelli Aldo e Angelo il giorno della loro prima comunione. Notare
che Angelo veste lo stesso abito da marinaio che vestivo io nella mia prima comunione.
Appoggiata alla radio-giradischi marca Geloso un'immagine che veniva distribuita
ai comunicandi. Quella radio ci ha fatto ballare e sentire musica tutta una vita.


Come foto sopra



Collemeto 1958. Io, Alfredo, e mio fratello piccolo Eugenio, sempre nel
giorno della prima comunione di Aldo e Angelo.



Collemeto 1958. Io Alfredo, a destra, con mio fratello Aldo,  sempre il giorno
della sua prima comunione, davanti alla storica macchina da cucire di mia madre.



Collemeto 1958. Il vescovo di Nardò,
mons. Corrado Ursi in visita pastorale a Collemeto, accolto in “pompa magna”, come si usava allora, tra un viale di coperte e lenzuoli ricamati appesi ai fili e sulle facciate delle case. In primo piano, a sinistra, il volto di mio fratello Eugenio in braccio a mia madre Lucia (di spalle col velo). Tra quelli della congrega, sulla destra, riconosco mio zio Vito Romano, Carlo Petrelli (Carluccio) e ... Migliaccio.



27 dicembre 1959, chiesa di Collemeto. La mia cresima al momento in cui ricevo il Sacramento dal vescovo di Nardò mons. Corrado Ursi che poi sarebbe diventato cardinale di Napoli. Alla mia destra mio cugino Pantaleo Romano, figlio di mio zio Vito e zia Carmela.


Subito dopo la cresima, io e il mio padrino Pierino Stefanizzi di corsa
a Galatina da "Foto Lagna" per una foto ricordo.


Collemeto 1959. Matrimonio di una ragazza di cognome Perrone. A sinistra i due chierichietti Nino Loiola (mezza faccia) e, io, Alfredo, (bocca serrata!). Officia il parroco don Salvatore Nestola.


Collemeto 1960. Classe 1949, V elementare. Maestra Silia Distante Renzi, detta Ada. Alunni seduti, da sinistra: Giuseppe Gabrieli, Pantaleo Romano e Sebastiano Toraldo. Prima fila in piedi, da sinistra a scendere: Oronzo Cudazzo, Antonio Mariano, io, Alfredo Romano, Gino Tarantino I, Antonio Coriolano. Seconda fila: Paolo Tarantino, Marino Ciarfera, Pantaleo Curilli, Pasqualino Misciali. Terza fila: Gino Tarantino II, Franco Marzotta, Aldo De Riccardis, Carminuccio Misciali. Ultimi in alto: Enzo Luperto, Nino Candido, Pietro Perrone. Assenti quel giorno: Salvatore Romano, Paolo Costantini e Mario Guido.


1960. Mio fratello Aldo a nove anni


1960. Mio fratello Angelo a otto anni.

Collemeto 1962, in casa. Giorno della Cresima dei miei fratelli Aldo e Angelo coi rispettivi padrini. Il padrino di Aldo, a sinistra, Giovanni Caputo; quello di Angelo [...].


1962. Mio fratello Aldo a 11 anni.



1963. Mio fratello Eugenio, a nove anni, col solito vestito
di marinaio appartenuto a un fratello più grande.



Cutrofiano 1959. Mio padre Giovanni, mia madre Lucia
e mio fratello Eugenio in un banchetto di nozze.


Collemeto 1963. La 3a classe elementare di mio fratello Eugenio.
In piedi: Gino Musardo, Giovanni Stefanizzi, Salvatore Cuppone, Pantaleo Maiorano, Giovanni Marzotta, Eugenio Romano (mio fratello)Antonio Beccarrisi, Michele Perrone e Paolo Nestola.
La fila di 7 in ginocchio: Luigi Ciarfera, Pantaleo Manni, Giovanni Pellegrino? Franco De Matteis, Mimino Colazzo, Pino Paglialunga, Claudio Perrone.
I 3 rimanenti seduti:  Biagino Caputo, Luigi Maiorano e Pietro Dell'Anna.



Santa Barbara (2. km da Collemeto) 1963. Mio padre Giovanni beve con Mimino Grandioso
di Santa Barbara. Al centro Mario Colazzo di Collemeto, imprenditore e commerciante.


Santa Barbara 1963. Mio padre Giovanni con la sua Seicento Fiat.


Santa Barbara 1963. A sinistra, Federico Innocenta,
commerciante di Collemeto, e mio padre Giovanni.







Primi anni 60. Scuola di musica. Prima fila, da sinistra: Nino Loiola, Michele Coriolano, […], Antonio Frisenda, mio fratello Aldo Romano. Seconda fila: maestro Cosimo Russo, mio fratello Angelo Romano, Nino Ciarfera, Nino De Micheli, Antonio Candido. In fondo: Nino Candido, Fernando Perrone, Mario Tarantino e […].

1964. Mio fratello Aldo a 13 anni.


Collemeto 1964. Chierichetti. Seduti in prima fila, da sinistra: Donato Stefanizzi (Donatuccio), Giuseppe Nestola e Santino De Pirro. Seconda fila: Mario Tarantino, Donato Nestola, mio fratello Angelo Romano, Cesare Vantaggiato, mio fratello Aldo Romano. In piedi, sull'altare, da sinistra: io, Alfredo Romano, seminarista, mio cugino Cosimo Nestola, seminarista, e don Salvatore Nestola, parroco.


Collemeto 1964? I miei fratelli, da sinistra: Angelo, Eugenio e Aldo in una festa in casa della zia Adelina (zi' Nunna), una sorella di mio padre. In seconda fila si possono riconoscere, da sinistra: Teresa Romano, mia cugina, Cesare Vantaggiato e Livia Petrelli, una mia seconda cugina.



Collemeto, 1964? Nel palazzo di Cesare Petrelli. Nunziatina Petrelli (al centro della foto, col tuppo) festeggia i suoi 18 anni. Seduti: mio padre Giovanni Romano e Giuseppe Nestola. Prima fila: Tita Petrelli, Adele De Giorgi, Lucetta De Matteis, Mariella De Giorgi, Vituccia Petrelli, Anna Petrelli (moglie di Gino). In seconda fila: Cosimo Nestola (seminascosto), Teresa Petrelli, Giuseppina Petrelli, Angela Romano e […].


Collemeto, 1964? Mio fratello Aldo con la sua fisarmonica vicino alla nostra abitazione in via Padova 31. Notare la strada non del tutto asfaltata, lo striscione elettorale del partito della Democrazia Cristiana (era tempo di elezioni) e il fusto di petrolio che staziona davanti casa che noi ragazzi rotolavamo fino alla fontana di piazza Italia per riempirlo d'acqua e riportarlo a casa dio sa con quanta fatica e pericolo. Ancora non c'era la rete idrica per ogni abitazione, c'era solo quella fontana che aveva un gettito strepitoso e di cui tutto il paese si serviva. Si può immaginare la fila di gente, le pozzanghere d'acqua e le vespe intorno più assetate di noi.


Collemeto 1965? Mia madre Lucia Giustizieri, madrina di battesimo, tiene in braccio Marisa Perrone, appena battezzata. Accanto a mamma, Iose Guagnano, madre di Marisa e di Lucia, l'altra bambina in piedi.


Collemeto 1965? Mia madre Lucia in mezzo agli sposi: mia cugina Grazia e Vito Perrone.


Collemeto 1965? A sinistra mio fratello Eugenio con gli sposi.


Collemeto 1965. In primo piano Paolo Giustizieri, figlio di Luigi, fratello di mia madre. In piedi: I miei nonni materni Maria Neve De Blasi e Pasquale Giustizieri con la figlia Cristina.


Collemeto 1967. Casa di mio zio Pippi (Giuseppe Romano), fratelo di papà. Cresima della figlia Luigia. In prima fila, da sinistra: zio Pippi, Luigia, la madrina Concettina Stanca (detta Catena), Grazia Trove (detta Rasceddha), Giovannina Romano (sorella cresimata), la zia Michelina Maniglio (madre cresimata). In primo piano i bambini Miriam Spagnole e Rocco Romano (quest'ultimo fratello cresimata). In seconda fila: Salvatore Romano (fratello cresimata), io, Alfredo, Angelo Romano (fratello cresimata), Teresa Romano (cugina cresimata), Salvatore Spagnolo (detto Totò).

Collemeto 1967. Io, Alfredo, come foto sopra in casa di zio Pippi. L'immagine
alla parete è della cantante allora in voga Carmen Villani.


Collemeto 1967. Io, Alfredo, nello studio fotogradico di Mario Tarantino.


Collemeto sotto la neve 1967. Io, Alfredo.

Collemeto sotto la neve 1967. Io, Alfredo, con il mio amico e compagno di scuola Giovanni Di Lorenzo della frazione vicina di Santa Barbara.


Collemeto 1968. Io, Alfredo, sulla terrazza di casa mia.


Collemeto 1968. Io, Alfredo, nello studio fotografico di Mario Tarantino.


Collemeto 1968. Nella villa di Piazza Italia, da sinistra: Gino Colazzo, io, Alfredo, e Luigi Romano.

Colemeto 1968. In piedi, da sinistra: Antonio Loiola, Fernando Perrone e Luigi Romano. Accovacciati, da sinistra: io, Alfredo, e Paolo Costantini. Il povero Fernando morirà sfortunatamente alcuni anni dopo colpito da un fulmine mentre disputava una partita di calcio.


Collemeto 1968. Io, Alfredo, con Mario Tarantino.


Collemeto 1968. Da sinistra: Paolo Costantini, Algelo Romano (mio cugino) e io, Alfredo.


Collemeto 1968. Io, Alfredo, e Gino Colazzo

Collemeto 1968. Io, Alfredo, nella Simca del mio amico Luigi Romano.


1968. Sotto la Torre dell'Alto a Santa Caterina di Nardò, costa di Porto Selvaggio. Io, Alfredo.


1968. Sotto la Torre dell'Alto a Santa Caterina di Nardò. In primo piano: io, Alfredo; dietro, da sinistra: Luigi Romano, Fernando Perrone, Gino Colazzo e Mario Tarantino.


1968. Sulla via che da Santa Caterina porta a Santa Maria al Bagno, appoggiati alla Simca di Luigi Romano, il primo da sinistra, e, a seguire: Antonio Loiola, io Alfredo, Fernando Perrone e Gino Colazzo.



1968. Di ritorno da Santa Caterina, su un muretto della provinciale Lecce-Gallipoli,
da sinistra: io, Alfredo, Antonio Loiola, Luigi Romano, Fernando Perrone e Gino Colazzo.


Collemeto 1968. Pranzo di nozze Antonietta Costantini e Gino Colazzo (omonimo del già citato). Da sinistra: Gino De Michelis, io, Alfredo, e Paolo Costantini, fratello della sposa.

1968. Io, Alfredo, mentre mi tuffo da uno scoglio sotto la Torre dell'Alto a Santa Caterina di Nardò. La foto in alto è sbiadita, sicché non appare la sommità dello scoglio, né i miei piedi. Ho rimediato, per così dire, ricostruendo lo scoglio a matita.


Collemeto 1969. In via Padova. Io, Alfredo, e, dietro, Gino Colazzo.

Collemeto 1969. In via Catanzaro. Da sinistra: Gino Colazzo, Paolo Costantini e io, Alfredo.

Collemeto 1969. Io, Alfredo, in via Catanzaro.

Spiaggia di Rivabella nei pressi di Gallipoli, 1969. Io, Alfredo.


Collemeto 3 marzo 1969, in casa mia: io, Alfredo, il giorno del mio compleanno (20).


Collemeto 3 marzo 1969, in casa mia: io, Alfredo, il giorno del mio compleanno, in mezzo a Pasqualino Zuccalà (a sinistra della foto), e Giuseppe Aga, compagno di liceo a Galatina.


Collemeto 3 marzo 1969, in casa mia: io, Alfredo, il giorno del mio compleanno, in mezzo a Luigi Stomaci (detto Gigi, a sinistra della foto), e Giuseppe Aga, entrambi miei compagni di liceo a Galatina.


Collemeto 3 marzo 1969, in casa mia: io, Alfredo, il giorno del mio compleanno, con mio zio Vito Romano (detto Vitucciu), fratello maggiore di mio padre.


Collemeto 3 marzo 1969, in casa mia: io, Alfredo, il giorno del mio compleanno. Accovacciati, da sinistra: mio cugino omonimo Alfredo Romano, Gino De Michelis e Giuseppe Aga. In piedi: Luigi Stomaci, Pasqualino Zuccalà, io Alfredo, mio cugino Giuseppe Nestola, mio zio Vito, Luigi Romano e un ragazzo di Galatina, amico dei miei compagni di scuola, di cui non ricordo il nome.


Collemeto 1969. Passaggiata tra amici in una domenica pomeriggio. Da sinistra:
Gino De Michelis, io Alfredo, Gino Colazzo e Luigi Romano.


Galatina, campo di calcio, partita IIIC contro IIC. Con i miei compaghni di scuola. In piedi, da sinistra: Antonio Romanello di Leverano, Luigi Stomaci di Galatina, Michele Spadavecchia di Galatina, Salvatore Panico di Galatin e Giorgio Conte di Sternatìa. Accovacciati, da sinistra: io, Alfredo, ... Ferraro e Giovanni di Lorenzo di Santa Barbara,


Galatina, campo di calcio, come sopra. Le compagne di scuola a fare il tifo. Io, Alfredo, in mezzo alle donne della mia classe IIIC. Da sinistra: Teresa Gatto di Galatone, La Coluccia di Noha, Addolorata Aprile di Galatina e Maria Stella Palmieri di Galatina.


Come sopra: tra Maristella Palmieri, alla mia destra, e Teresa Gatto.


Collemeto, località San Giovanni, 1971. A liceo finito, si torna l'estate a ritrovarsi per una partita di calcio. Io, Alfredo, con alla mia sinistra il mio ex compagno di scuola Michele Spadavecchia di Galatina.


1971. Io, Alfredo, in una foto scattatami sulla spiaggia di Sant'Isidoro di Nardò
dalla mia allora ragazza Stella Quarta.

Come sopra

Il mio migliore amico d'infanzia Donato Stefanizzi (Tonatucciu)
che stava in spiaggia e lo degnai di una foto ricordo. Come tanti altri
del mio paese finì a Milano a fare il metalmeccanico. E sta ancora a Milano e
non torna da anni.

Foligno, febbraio 1974. Giorno del Giuramento da allievo comandante di squadra artiglieria pesante campale. Mamma e papà in visita nella piazza d'armi della caserma.


Bergamo, 1974. Io, Alfredo, in licenza di 48 ore da Trento dov'ero militare.


Bergamo, 1974. Io, Alfredo, in mezzo al mio amico Paolo Costantini e suo padre Vitantonio.


Collemeto 1976. In alto: io, Alfredo, alla chitarra, e Giuseppe Maniglio. In basso, da sinistra: Biagino Caputo (detto Colazz0) suonatore di fisarmonica, mio cugino Angelo Colazzo, mio fratello Aldo, il mio amico Luciano Paolelli di Civita Castellana e, dietro, mio fratello Eugenio.


Porto Cesareo 1976. Aspettando il pranzo di nozze per mio fratello Aldo Romano sposo con Lucia Sergi. Da destra: mio fratello Eugenio, sua moglie Anna Caccetta (col cappello), io, Alfredo, la coppia di due miei amici milanesi, Franco Carri e Fulvia, con altri due amici (a sinistra) anch'essi di Milano.


Collemeto 1977. In chiesa. Alla mia sinistra, mio cugino Cosimo Nestola, oggi parroco di Collemeto


Collemeto 1981. Fondo di S. Giovanni, raccolta delle ulive. Da sinistra: mia madre Lucia, io, Alfredo, un certo Totu di Galatina, contadino di un fondo confinante, e mio padre Giovanni.


Collemeto 1981. Fondo di S. Giovanni, raccolta delle olive:
mamma Lucia, io Alfredo e papà Giovanni.


Collemeto 1981. Fondo di S. Giovanni, raccolta delle olive: mamma e papà. Dietro io, Alfredo


Collemeto 1981, garage dietro casa, si sistemano le olive per la macinatura.
Mamma e papà e io di spalle.


Collemeto 1981, garage dietro casa, si sistemano le olive per la macinatura. Mio padre e il suo tipico modo di scherzare con mamma compiaciuta. Io sistemo il portabagagli della Renalt 5.

Collemeto 1981. Fondo S. Giovanni. Con papà ci si baciava sulla bocca.


Collemeto 1982. Dietro casa. Io, Alfredo, e mio padre Giovanni.


Collemeto 1981. Dietro casa. in mezzo a mamma e papà

Collemeto 1981. Dietro casa. Mamma Lucia e papà Giovanni.
Collemeto 1981. Dietro casa. Mamma Lucia e papà Giovanni.

Collemeto 1981. Dietro casa. La nonna materna Maria Neve tra me e mamma


Come sopra


Collemeto 1982. Dietro casa. La nonna materna Maria Neve De Blasi .


Collemeto 1982. La nonna materna in posa poco prima che morisse.


Collemeto 1982. Nonna Maria Neve in mezzo alle sue figlie: in primo piano le figlie suore Luigina e Teresina Giustizieri (al secolo Rosina e Cosimina). In piedi, da sinistra: mamma Lucia, Michela, Assunta e Cristina Giustizieri.




Costa salentina sotto Gallipoli. Una giornata al mare con i miei:
mamma, Lucia a sinistra, io, Alfredo, al centro, e papà Giovanni.

Come sopra, io, Alfredo, e mamma Lucia.


Collemeto 1983. Fondo S. Giovanni. Mio padre Giovanni lieto di raccogliere le sue belle pesche.


Come sopra

Come sopra, con me compiaciuto.


Collemeto 1984. Fondo S. Giovanni. Mio padre con la sua riserva d'acqua che comprava e che non bastava mai. Innaffiava secchio secchio.


Costa di Porto Selvaggio, Nardò. Io, Alfredo.


Costa di Porto Selvaggio, Nardò. Mina Fabiani (Giacomina), la mia compagna.


Lecce anni '80. Al centro il maestro artigiano di cartapesta Malecore ci mostra la statua della Madonna di Costantinopoli, patrona di Collemeto, dopo il restauro. Da sinistra: mio cugino don Cosimo Nestola, parroco; a destra io, Alfredo, e una restauratrice.


Collemeto 1984. A pranzo da Raffaele Maniglio (Rafelucciu), papà e mamma invitati. Da sinistra: mio padre Giovani e Raffaele.


Idem sopra. Da sinistra: Mio padre, Raffaele Maniglio, il piccolo [...] Mandorino,
mia madre Lucia e Serafina Durante, moglie di Raffaele.


Idem sopra in casa di Raffaele. Mia madre Lucia intenta a spianare
farina di grano duro per "fare li maccarruni fatti 'ccasa".
Collemeto 1985. Papà e mamma davanti casa a Via Padova n. 31.


Come sopra. Papà Giovanni.


Porto Cesare 1985. Pranzo di nozze. Sposano mio cugino Rocco Romano e Stefania. A destra degli sposi, Mio padre Giovanni e Mina, la mia compagna. A destra, io Alfredo con mia madre Lucia. Si può pensare che io abbia una folta capigliatura: in realtà l'ombra dietro la mia destra dà questa falsa impressione. Per mio padre, una delle ultime foto.


Porto Cesareo 1985. Matrmonio di Rocco e Stefania.  I fratelli  Romano:  Vito (1908-1990), Giovanni (mio padre,1914-1986), Adelina (1921-), Giuseppe (1916-2002).



Collemeto 1985. Mio padre Giovanni, a sinistra, seduto davanti sullo scalino dell'abitazione di mia zia Michelina Maniglio (sta in piedi sulla soglia). Era già ammalato, ma era in procinto di recarsi nel fondo di S. Giovanni : in mano regge un pacco di bustine per la semina. A destra, mia madre Lucia.


Collemeto gennaio 1986. Papà Giovanni un mese prima di morire (3 febbraio).


Collemeto 1990? Io e il mio rudere nel fondo di 2 nila mq. ereditato
in località San Giovanni tra Collemeto e Santa Barbara.



Collemeto 1987. Mia madre Lucia (vestita a lutto per papà scomparso l'anno prima) con mia nipote Paola Romano, figlia di mio fratello Aldo, il giorno della sua Prima Comunione.


Collemeto, foto anni '80. La mia casa (porta a destra con finestra) in Via Padova n. 31, dove sono nato. Ancora oggi (2008 mentre scrivo) è la stessa e, dentro, tutto è rimasto come prima quando c'erano i miei genitori.


Nardò, Porto Selvaggio. Anni '80. Io, Alfredo,
con Vincenzo Toraldo e Mina Fabiani, la mia compagna
.


Maglie 1990? Mamma Lucia in visita alla sua sorella suora Luigina Giustizieri.







Come sopra: mamma aiuta la sorella in cucina.


Diamante (Cosenza) 1990? Mia madre Lucia, a sinistra, con Clara Bonelli, madre di Mina.


Collemeto 1990? Natale, come ogni anno, tornavo dai miei. In mano reggo un vassoio di carne pronta per l'arrosto. Alla mia destra mio fratello Aldo, alla mia sinistra sua mogli Lucia Sergi. In primo piano, Paola e Giovanni, figli di mio fratello.

Collemeto 1990? Natale. Da sinistra: mia zia Adelina (la chiamo zi' Nunna perché è la mia madrina di battesimo), io Aldredo e mamma Lucia.


Collemeto 1990? Mia madre Lucia Giustizieri.


Collemeto primi anni '90. Mamma Lucia nello spiazzo dietro casa.


Collemeto primi anni '90. Mia zia Cristina Giustizieri, a destra, sul divano di casa, venuta da Rimini a trovare sua sorella Lucia, mia madre.

Collemeto primi anni '90. Mamma Lucia nello spiazzo dietro casa.


Gallipoli all'alba, estate 1992. Mamma Lucia. Ci si era alzati presto
per andare ad aspettare le barche dei pescatori.



Cimitero di Collemeto. Torno ogni anno in visita ai miei genitori che se ne stanno lì, uno accanto all’altro, immobili, che mi fissano e pare che mi dicano ogni volta: Eh, fìju, sta tte rretìri? Te nde vai sempre ramingu e nne lassasti cquai suli suli (Eh, figlio, ti stai ritirando? Te ne vai sempre ramingo e ci hai lasciati qui soli soli).



3 commenti:

  1. Mi hai fatto commuovere non poco...
    non conoscevo bene i tuoi genitori e neanche te, anche se spesso ne sento parlare, e mi è dispiaciuto non poter vivere quei momenti intensi degli anni '60 dove Collemeto era una tribù con le persone tutte uguali.
    Ti ringrazio per questa narrazione fotografica che mette in risalto l'amore che nutrivi per i tuoi.
    Stefano De Matteis

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  2. Grazie, Stefano, per la tua commozione. Ma tu di chi sei figlio? Conoscerò sicuramente tuo padre.
    Un caro abbraccio
    Alfredo

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  3. ciao finalmente ce qualcuno k ha ancora voglia di mettere in risalto collemeto sono orgogliosamente collemetese come voi!!!!!!!!!!!

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