domenica 9 gennaio 2011

Un intervento di Carlo Cimarra sulla Biblioteca Comunale di Civita Castellana. Da «La Gazzetta Falisca» n. 102, novembre 2012.




2 commenti:

  1. DAL prof. ENEA CISBANI.
    Caro Alfredo, se la memoria non mi inganna il comune fece ristrutturare nel 2008-2009 un fabbricato attiguo alla biblioteca tutto in tufo, tanto grande da poterci allestire un archivio e deposito libri; sempre il comune nel 1998, mi sembra, acquistò un altro fabbricato ad un piano sempre vicino alla biblioteca,questi manufatti che fine hanno fatto? Ciao Enea.

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  2. Caro Enea, in tutti questi anni (da 20 anni per l'appunto) non ho fatto che invocare l'uso degli spazi acquistati apposta per dare più aria alla biblioteca. Un deposito di 30 mq., prossimo alla biblioteca e destinato ad archivio, è stato assegnato al Consiglio Giovani. Ma per gli Amministratori di ogni colore, la biblioteca è stata sempre una palla al piede: la struttura cade a pezzi all'esterno, dentro ci piove e nessuno ha un briciolo di pietà. Sono andato in pensione e la mia figura professionale non è stata sostituita. Adesso, ogni qualvolta sento la parola cultura sbandierata sui manifesti mi vien da mettere mano alla pistola, per usare un'espressione cinematografica. La cultura è quella che si pratica tutti i giorni, silenziosa, non ostentata, non usata per raccogliere il consenso elettorale; i frutti della cultura si raccolgono dopo molti anni, quei frutti che servono a noi tutti per stare al mondo per essere felici e vivere in pace.

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